Soluzioni a lungo termine
Lo status di rifugiato dovrebbe essere una condizione temporanea. La maggior parte delle organizzazioni che lavorano con i rifugiati riconoscono che esistono tre soluzioni al problema dell'esilio.

Ritorno volontario
L'esperienza di lavoro con i migranti forzati porta il JRS a credere che molti di loro (forse la maggior parte) desidererebbero di poter tornare a casa in sicurezza e dignità. Il concetto di sicurezza implica che il loro ritorno avvenga in condizioni di sicurezza legale (ad esempio, libertà dalle persecuzioni, ecc.), ma anche di sicurezza fisica e materiale (accesso ai mezzi di sostentamento). Ritornare in dignità significa che i rifugiati possano rientrare senza condizioni e con i loro tempi, che non siano arbitrariamente separati dai membri della loro famiglia e che siano trattati con rispetto e pieno riconoscimento da parte delle autorità nazionali, ottenendo ad esempio il completo ripristino dei loro diritti.

Integrazione locale
L'integrazione locale come soluzione a lungo termine combina tre dimensioni. In primo luogo, è un processo legale che prevede che ai rifugiati sia riconosciuta una più ampia gamma di diritti nello Stato che li ospita. In secondo luogo, è un processo economico attraverso il quale essi possono ottenere l'autosufficienza e uno standard di vita comparabile ai cittadini della comunità che li ospita. Infine, è un processo sociale e culturale di adattamento e accettazione che permette ai rifugiati di prendere parte attivamente alla vita sociale, politica e culturale del Paese che li accoglie e di vivere senza temere discriminazioni. Il JRS ritiene che questo processo dovrebbe iniziare il più presto possibile, per evitare che i rifugiati diventino dipendenti dai servizi di assistenza, rendendo così molto problematica la realizzazione di una delle soluzioni a lungo termine.

Reinsediamento in Paesi terzi
Nonostante l'impegno dei Paesi di asilo di aiutare le persone che sono state costrette a fuggire dalle proprie case e dal proprio Paese, il trauma e la sofferenza dei rifugiati non si elimina facilmente. Spesso infatti non sono in grado di ricominciare semplicemente le attività quotidiane in un nuovo contesto, riprendendo la vita e la professione di prima. A volte le minacce che hanno costretto i rifugiati ad abbandonare le loro case continuano ad essere presenti nei Paesi di arrivo. Ci può essere il rischio che i rifugiati siano forzati a rimpatriare prima che lo desiderino, oppure ci potrebbero essere nuovi pericoli per individui con particolari necessità, oppure per una parte della comunità dei rifugiati.

Quando i singoli rifugiati si trovano in pericolo, oppure per qualche ragione non possono tornare a casa né integrarsi nei Paesi di arrivo, potrebbero chiedere di essere reinsediati in un Paese terzo. Attraverso il reinsediamento i rifugiati ottengono protezione legale – la residenza e, spesso, anche la possibilità di chiedere la cittadinanza – dai Governi che accettano, in seguito a un esame caso per caso, di accogliere questi nuovi membri nelle proprie comunità.